John Steinbeck

Se il grande scrittore John Steinbeck avesse voluto un giorno prendersi una motocicletta, avrebbe di certo scelto una Vespa. L'incipit di un suo bellissimo romanzo, Viaggio con Charley, parafrasato in chiave vespistica è perfetto. Steinbeck scrisse quel romanzo nel 1962. Io sarei nato soltanto l'anno dopo. "Charley" è il nome con cui ho battezzato il mio vespone, un P125X del 1981. (leggi l'incipit "parafrasato").

21 AMERICHE

Ilario Lavarra
21 AMERICHE
Ultra / Lit Edizioni srl

Se temete che 21 AMERICHE possa rivelarsi l'ennesimo diario di viaggio della serie "...mi sveglio, carico i bagagli... urge un pieno! Che caldo! (varianti: che freddo! / quanta pioggia!)... ecco una stamberga! Buonanotte... e domani si riparte!" posso rassicuravi: per restare in tema viaggi posso dirvi che siete decisamente fuori strada, e considerato quanta ne ha fatta sarebbe stato un vero peccato se Ilario Lavarra non fosse riuscito a condividere con queste sue pagine tutta la bellezza incontrata lungo il suo cammino. Ho avuto la fortuna di incrociare le ruote della mia Vespa con quelle della Vespa di Ilario ormai qualche anno fa, e la fortuna ancora più grande di venir a sapere di questo suo progetto (non mi riferisco al libro ma al viaggio) quando era ancora un'idea che cominciava a prendere forma, in parte nella sua testa e in parte in quella delle poche altre persone con cui andava confidandosi. Non sarei onesto se vi nascondessi un certo scetticismo da parte mia, non che dubitassi del fatto che prima o poi sarebbe partito, esperienza di giri importanti in solitaria ne aveva già parecchia, mi domandavo solo per quanto tempo una volta on the road sarebbe riuscito a trovare la forza di andare avanti. La mia ammirazione nei suoi confronti è cresciuta di pari passo allo scorrere dei mesi - diciotto!, un anno e mezzo di viaggio! -  perché sarebbe riduttivo misurare in chilometri un'esperienza del genere. Non che Ilario ne abbia fatta poca di strada, alla fine i chilometri per la precisione sono stati ben 82.000 e sono davvero tanta roba, soprattutto in sella ad una Vespa. Un numero importante, da guinness, che sarebbe rimasto solo un freddo dato statistico registrato dall'ingranaggio di un contachilometri meccanico se Ilario non si fosse preso tutto il tempo necessario per centellinare le emozioni, per metabolizzare nella sua anima tutto quanto e tutti quelli che gli passavano accanto. É solo in questo modo che quelle Americhe che per tutti da sempre sono solo tre alla fine per Ilario sono diventate ventuno, e credo di non sbagliarmi nel pensare che avrebbero potuto essere anche molte di più se non ci fosse stata l'esigenza ad un certo punto di mettere la parola "fine" all'ultima pagina di un manoscritto.


Leggendo 21 AMERICHE ci si trova ad essere testimoni del suo mondo, del suo approccio al viaggio e all'incontro, un modo di vivere la strada a volte incosciente, forse non sempre condivisibile ma proprio per questo affascinante. Ilario ha saputo cogliere l'opportunità che non tutti hanno di potersi staccare dal quotidiano per mesi e mesi e dedicarsi a ciò che più gli piace, ed ha saputo trovare in se la determinazione necessaria per arrivare alla fine del percorso.

"...mi rimaneva solo la consapevolezza di essere l'unico padrone di me stesso, tutte le volte che gioivo per le poche materialità a cui avevo ridotto la mia vita, tutte le volte che tutto si svelava meglio di come l'avessi immaginato (...). Non ci si nasconde da niente a 55 km/h. Non si scappa dalla pioggia che bagna, né dal sole che scioglie, né da se stessi. Perché i pensieri a 55 km/h sedimentano. E così, dopotutto, questo viaggiare su una vecchia Vespa non è nemmeno una provocazione, ma solo una filosofia (...) fino a sfiorare quella sublime, leggera ed estrema sensazione che i più chiamano, libertà."

Ilario Lavarra
21 AMERICHE
Ultra / Lit Edizioni srl

Questo libro è disponibile tra i titoli a catalogo della LIBRERIA UNIVERSITARIA: acquistandone una copia attraverso i link pubblicati in questo Weblog una piccola percentuale della vostra spesa contribuirà al mantenimento di “Chilometri di Parole in Vespa”. Grazie!

Dal suo viaggio Ilario ha realizzato anche un prezioso libro fotografico in edizione limitata e numerata dal divertente titolo ATTRAVESPANDO LE 21 AMERICHE (info a questo link: http://www.vespanda.com/il-libro/ ).

Scooterismo & Ricette

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SCOOTERISMO & RICETTE
Cristina Romano
by ILMIOLIBRO.it

dalla sinossi: "Cristina Romano, triestina annata '74. In vespa da sempre, nello scooterismo dal 1988. Con questo libro da spazio ad amici e scooteristi per raccontarsi con le loro esperienze e aneddoti. Dedica buona parte alla storia del Vespa Club Trieste Gatti Randagi, noto Club italiano con una storia notevole alle spalle. E a tutto aggiunge il gusto, con ricette di diversa origine e provenienza, descritte dai singoli 'partecipanti' al libro e da lei stessa. Da leggere ad 'occhi chiusi' provando a vivere ogni suo e loro km".

Dice l'autrice Cristina Romano: "Questo libro è stato scritto  per ricordare e far conoscere il mondo dello scooterismo, dando spazio a chi ne ha fatto e ne fa tutt'ora parte, con aneddoti, ricordi e esperienze. Tutto abbinato a ricette scritte da ogni collaboratore. Ma il perché di questa accoppiata lo potrete scoprire solo leggendolo. È in lavoro il secondo volume, che si tinge quasi tutto di rosa".


Un sogno in Vespa.

Un sogno in Vespa.
Alberto Colle Conte
Ed. Tagete

"Partire in Vespa da Sanremo e realizzare dopo 38 anni un sogno di 5.000 km lungo tutto il perimetro dell'Italia.
Ammirare e visitare, tappa dopo tappa, le bellezze del paese, scoprire la generosità e la disponibilità della gente, riflettere sui tanti lati poco conosciuti della storia ed altro.
32 tappe e più di un mese di viaggio in solitaria con appresso le sole cose indispensabili mi hanno insegnato a non aver paura di chiedere aiuto in caso di bisogno, a non desistere mai mai nei momenti di difficoltà, a vivere in armonia con me stesso in qualsiasi momento e cercare, scrivendo il libro, di rimarcare quanto il mio paese può regalare per la sua varietà di paesaggio e i diversi modi di vivere dei suoi abitanti, Dalle Alpi agli Appennini, dai paesini di mare e di montagna, alle grandi città d'arte e a quelle industriali.
Se si crede in un sogno o in qualsiasi progetto anche a distanza di anni arriva il giorno in cui si è chiamati a cercare di realizzarlo e ci si rende conto che anche se si viaggia in solitaria, in verità non si è mai soli in questo mondo, perché esiste sempre qualcuno pronto a darci una mano se si è disponibili a volerla ricevere.
Al termine del viaggio ho avuto la consapevolezza che altri sogni sono in attesa di essere concretizzati ed allora perché aspettare? La vita è solo una e non bisogna perdere troppo tempo. Basta crederci, caricare il necessario sulla Vespa, che con un colpo di pedale ti fa sentire il suo inconfondibile rumore, salire ed ingranare la prima.
(Alberto Colle Conte, dal risguardo di copertina del volume)

Un sogno in Vespa.
Alberto Colle Conte
Ed. Tagete

Questo libro è disponibile tra i titoli a catalogo della LIBRERIA UNIVERSITARIA: acquistandone una copia attraverso i link pubblicati in questo Weblog una piccola percentuale della vostra spesa contribuirà al mantenimento di “Chilometri di Parole in Vespa”. Grazie!

WHISKY BURN

Ben Birdsall: chi segue questo weblog ricorderà con simpatia questo Vespa-narratore inglese e le sue scorribande in Toscana e Umbria con al seguito colori e pennelli per immortalare gli scorci più affascinanti, e pignatte e tegamini per cimentarsi nella cucina dei piatti tipici delle varie località visitate. Da questi viaggi davvero speciali sono nati tre libri belli e originali già presenti su "Chilometri di Parole in Vespa":


Non pago di queste scorribande nel centro Italia Ben Birdsall è montato nuovamente in Vespa, sempre con tele e pennelli al seguito, e questa volta la sua meta è stata la Scozia, sulle tracce della bevanda scozzese per antonomasia: il whisky.

Con WHISKY BURN Ben ci porta in un giro di tre settimane e mille miglia in giro per le Highlands e le isole della Scozia in sella della sua fidata Vespa 50 del 1979, visitando più di 40 distillerie, tra le migliori di tutta la Scozia ma spingendosi anche in quelle meno note, dipingendo e campeggiando lungo la strada come sua consuetudine. Birdsall durante il suo viaggio alla scoperta dello scotch whisky resta affascinato dalle tecniche e dal personale delle distillerie, da ognuna di queste preleva degli assaggi che saranno oggetto delle sue degustazioni serali all’arrivo in campeggio, a ruote ferme (e non potrebbe essere diversamete!).

Questo libro si presenta con una pregevole realizzazione cartotecnica illustrata con 12 dipinti ad olio realizzati lungo la strada, decine di schizzi e centinaia di fotografie, che realizzano un catalogo delle distillerie scozzesi unico nel suo genere, ma è anche un blog di viaggio, una guida turistica dalla piacevole narrazione di una storia unica.

Colorato, divertente e coinvolgente WHISKY BURN inspirerà nel lettore sia il desiderio di andare in Vespa che di gustare del buon Whisky - meglio se non allo stesso tempo!

per vedere il video cliccare sull'immagine
A questo link il video con il making of di questo libro, particolare anche per la sua realizzazione.

WISKY BURN è stato pubblicato in lingua inglese ed il nostro augurio è che possa presto vedere la luce anche l'edizione in lingua italiana.

Tutte le info sul sito ufficiale: www.whisky-burn.eu

Ben Birdsall’s Whisky Burn takes us on a three-week, one thousand-mile odyssey round the Scottish Highlands on the back of his trusty 1979 Vespa 50, armed only with paints and brushes, pots and pans, one small tent and something called a ‘Kelly Kettle’. Visiting over forty of Scotland’s better-known and lesser-known distilleries, capturing on canvas the rugged landscape and camping along the way, Birdsall offers a fascinating insight into the myths and mysteries of the whisky world. Through on-the-spot observation of whisky production, the author gleans specialist knowledge, with local tips from distillery staff, before decanting his customary ‘free-sample’ into a small hip-flask to carry away for the evening’s leisurely tasting session, with Vespa and rider both safely back at the campsite. Illustrated with twelve oil paintings completed on the journey, with dozens of sketches and a wide selection of photographs, this unusual and fascinating distillery guide presents the reader with a rare combination of the comprehensive and the quirky. Colourful, engaging, historically accurate, informative and entertaining, Whisky Burn inspires the reader to learn more, perhaps to ride out along the same route and imbibe - though not simultaneously of course.

INDIA e mi fissi con gli occhi di una capra.

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INDIA e mi fissi con gli occhi di una capra.

Giorgio Serafino
by TERRA&ASFALTO


A leggere queste ultime pagine uscite dalla penna di Giorgio Serafino viene spontanea una considerazione: il viaggiatore che torna non è mai la stessa persona partita qualche tempo prima. Giorgio, la sua compagna di vita e di viaggio Giuliana e il mitico vespino Generale Lee che li porta a spasso per le strade del mondo abbiamo cominciato a conoscerli qualche anno fa con "L'America in Vespa" (Mursia 2011): leggere del viaggio in USA lungo la leggendaria Route 66 è stato un po' come vivere la vacanza in Vespa che tanti sognano. Con "Paradiso di polvere" (Mursia 2013) abbiamo letto del viaggio nel Triangolo d'Oro tra Laos e Thailandia, e più a sud fino in Cambogia, un territorio agli antipodi rispetto agli Stati Uniti non solo geograficamente. Pagine in cui tra le righe si poteva leggere di come l'esperienza del viaggiare si fosse evoluta in qualcosa di meno turistico e materiale, per avvicinarsi a una dimensione quasi mistica.


Un'evoluzione che trova compimento in quest'ultimo libro "INDIA e mi fissi con gliocchi di una capra", che già dal titolo e dalla copertina evidenzia la svolta. di una scelta coerente e coraggiosa: la Vespa, che pur restando nell'immagine di copertina era scomparsa dal titolo già nel secondo volume, ora passa in secondo piano (tanto che non se ne trova cenno nemmeno nella sinossi sulla quarta di copertina). Difficile dire se prima della partenza per l'India Giorgio Serafino immaginasse uno sviluppo del genere per questo nuovo viaggio e di conseguenza per le pagine che ne sarebbero seguite. Un viaggio cupo nell'umore quanto è cupa l'immagine scelta per la copertina ("Non guardarmi" del pittore Marco Amato).

Una lettura difficile come difficile è stato questo viaggio lungo strade lontane da quelle battute di norma dal turista in cerca di spiritualità, in una terra incantata dove "ritrovare se stessi" è tutt'altro che scontato. L'autore è bravo nel trasmettere il fastidio del muoversi a contatto, quotidiano e ossessivo, con la pletora di questuanti che nella loro misera vita non possono fare altro che approfittarsi di questa loro condizione, fino agli eccessi di atteggiamenti a volte apertamente ostili, dove quando va bene ci si sente truffati e quando va male si diventa ostaggi del proprio ruolo di turisti di cui ci si deve approfittare. Se mi si passa il termine trovo che in queste pagine ci siano tracce della “bettinellizzazione” della scrittura di Serafino: la mera cronaca del viaggio si fa da parte e lascia spazio alle emozioni più intime del viaggiatore, tanto che a un certo punto Bettinelli si materializza:

"Stiamo fumando una sigaretta quando sentiamo arrivare una moto (...) inizia a lampeggiare come se ci stesse salutando (...) l'uomo alla guida (...) ha un sacco di orecchini, i capelli diritti e spettinati, gli occhi illuminati da pura follia (...). Io e Giuliana ci guardiamo a bocca aperta e insieme diciamo - cazzo ma è lui! - Siamo sicuri (...) sappiamo che non può essere vero ma è lui, sì, o è Giorgio Bettinelli o è la sua reincarnazione."


Si viaggia per trovare nuovi stimoli ma l’overdose delle esperienze vissute è tale da faticare a conviverci. L’unica soluzione è mettere tutto su carta e condividerlo. Al lettore che avrà il coraggio di affrontarne la lettura è offerta l'opportunità di approfittare un punto di vista sincero, che non fa sconti e nulla concede, perché viaggiare è bello ma a volte il viaggio è anche la fatica di convivere con la realtà quando questa, vista con i propri occhi e vissuta sulla propria pelle, è totalmente diversa dagli stereotipi e dalle aspettative.


"L'india è come uno specchio, riflette l'anima di chi la visita. Se si va in pace si troverà la pace, ma se si va in guerra o con paura si troverà guerra e paura..."


Dice Giorgio Serafino sulla sua pagina facebook: "...il libro è auto pubblicato, non perché scartato dagli editori, ma perché quel mondo che ho conosciuto... mi sta proprio sul cazzo!".

Illibro è acquistabile direttamente dal sito Web terraesafalto.it su Amazon e in alcune librerie.

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